Il metodo agile SCRUM

metodo Scrum

Le aziende, negli ultimi anni, si sono dovute confrontare con mercati sempre più competitivi in cui si richiede produttività, abbinata alla velocità e alla qualità. In un simile contesto poter fare affidamento anche a sistemi informatici affidabili e sicuri in grado di agevolare l’organizzazione del lavoro, archiviare dati, proteggere i brevetti è un ulteriore valore aggiunto; per questo è importante affidarsi a società di ICT come Area Software, un’agenzia di sviluppo software a Roma che può fare la differenza del vostro business. La gestione dei progetti complessi richiede anche la ricerca di metodologie e tecniche di sviluppo altrettanto competitive. I cosiddetti metodi agili di sviluppo software sono sempre più utilizzati; uno dei metodi più diffusi è lo Scrum.

Cos’è il metodo Scrum?

Nel mondo IT, i metodi agili di sviluppo software, nascono negli anni ’90 e si basano sull’interazione continua con i propri committenti al fine di soddisfare le richieste del cliente in corso di lavorazione e per la buona riuscita del progetto entro i tempi di consegna. I principî alla base delle metodologie agili sono:

  • Privilegiare gli individui ai processi e agli strumenti;
  • È meglio consegnare un software funzionante che una “documentazione” esaustiva;
  • La collaborazione con il cliente è più importante della negoziazione dei contratti;
  • Essere elastici e adeguarsi al cambiamento piuttosto che seguire un piano rigido.

Queste linee generali si basano sull’idea di realizzare un progetto per fasi (che si chiamano sprint). Ad ogni sprint o fase ci si confronta con il cliente per verificarne la soddisfazione e per mostrare il lavoro svolto fino a quel momento; in questo modo è più facile apportare anche le modifiche sulla base dei feedback.

In particolare il metodo Scrum viene messo a punto nel 1995 da Ken Schwaber e Jeff Sutherland per la gestione del ciclo di sviluppo del software in modo iterativo e incrementale. Il metodo Scrum è particolarmente indicato per i progetti complessi e innovativi in cui le fasi (sprint) durano in media dalle 2 alle 4 settimane. Il principio alla base del metodo Scrum è il controllo empirico dei processi, vale a dire che in base all’esperienza sul campo si mettono a punto le conoscenze e conseguentemente le decisioni in merito alla prosecuzione del progetto. I vantaggi del metodo consistono nella prevedibilità e nel controllo dei rischi, oltre che presupporre una trasparenza di azione, la continua ispezione e il conseguente adattamento. Gli elementi principali del metodo scrum sono:

  • Ruoli,
  • Artefatti;
  • Eventi

La nascita del metodo SCRUM

Il termine SCRUM viene mutuato dalla disciplina sportiva del rugby e indica la “mischia”, il termine richiama metaforicamente il lavoro di squadra nel rugby in cui la palla viene passata avanti e indietro, ma con l’obiettivo di raggiungere la méta, agendo tutti nella stessa direzione. I primi a intuire l’applicabilità del metodo in informatica furono – nel 1986 – i giapponesi Hirotaka Takeuchi e Ikujiro Nonaka i quali descrissero un metodo commerciale per incrementare la velocità e la flessibilità del lancio di prodotti osservando i processi dell’industria automobilistica e quelli della produzione di fotocopiatrici e stampanti.

Alla conferenza OOPSLA dedicata agli addetti ai lavori ICT del 1995, Ken Schwaber e Sutherland presentarono ufficialmente il nuovo metodo SCRUM basato sui controlli empirici di analisi strumentale e funzionale. L’empirismo in informatica sostiene che la conoscenza deriva dall’esperienza e che le decisioni nascono da ciò che si conosce, per cui nello sviluppo di un software si devono prediligere i “tentativi” che producono un risultato piuttosto che procedere in base alla teoria senza riscontro immediato.

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